Come si stampa un’immagine su una maglietta, e perché usare la stampante a sublimazione

Seconda parte del lungo articolo riguardanti speciali stampanti, che permettono di creare vere e proprie opere d’arte su materiali diversi dalla carta

Qui la prima parte dell’articolo.

qualche esempio di indumento personalizzato

qualche esempio di indumento personalizzato

Ben ritrovati sul nostro sito in cui parliamo di tecnologia ed arte, e, ovviamente, anche di arte applicata alla tecnologia!
Oggi parleremo di una tipologia di stampanti parecchio innovative rispetto al solito, che ci hanno regalato molte emozioni e che sicuramente desteranno un grande interesse anche in coloro che, come noi, amano quel settore di nicchia che è la tecnologia applicata all’arte.
La tecnologia viene messa a disposizione dell’arte, per creare opere belle, anche se talvolta ciò può significare anche il contrario: accade che, due cose assolutamente differenti tra loro, vengono unite per creare qualcosa di unico ed innovativo, al servizio dell’uomo sempre più interessato all’originalità ed all’intraprendenza.
Gli strumenti che possono servirci per rendere concrete le nostre idee possono essere tanti, ovviamente, però, bisogna essere consapevoli sia delle funzionalità pratiche di questi strumenti, sia dei loro eventuali limiti, perché non tutti gli strumenti possono essere adatti a tutti.
Uno di questi strumenti, che ci ha molto colpito, è un tipo di stampante che consente di ottenere delle stampe su diversi supporti – pertanto, non solo cartacei – attraverso uno specifico processo chimico-fisico, chiamato sublimazione.

Vediamo come funziona, e quali sono i limiti pratici di questo processo di stampa, ed anche a chi esso può essere dedicato.
La stampante a sublimazione è uno degli strumenti senza dubbio più innovativi ed interessanti per molti aspetti, in quanto consente, proprio grazie alla sublimazione – un processo di trasferimento di inchiostri sublimatici termosensibili su specifiche superfici – di ottenere interessanti e permanenti risultati di stampa, sulle superfici con cui vengono a contatto grazie ad uno strato polimerico di colore.

è possibile decorare anche i piatti come preferiamo!

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Si comprende, quindi, che il processo di sublimazione corrisponde ad uno specifico fenomeno chimico e fisico che interessa in particolare alcuni materiali, i quali, rispetto a tutti gli altri – che in natura presentano tre stadi, ovvero solido, liquido e gassoso – hanno la potenzialità di saltare il secondo stadio, ovvero quello liquido, e di passare direttamente a quello gassoso.
Il processo di sublimazione funziona sostanzialmente così: mentre tutti gli altri materiali solidi, a contatto con il calore diventano liquidi, e quando sono scaldati ancora di più hanno la potenzialità di diventare gassosi (e quindi di evaporare), esistono alcuni materiali particolari che, se scaldati, non attraversano la fase liquida ma arrivano direttamente allo stadio gassoso.
Perciò, rispetto ad altri tipi di stampa i risultati che possiamo ottenere per mezzo di un sistema di stampa a sublimazione, sono nettamente differenti, anche in funzione del tipo di materiali e supporti che andiamo ad utilizzare: infatti, generalmente per questo tipo di processo sono richieste sia le carte speciali a trasferimento termico, sia la stampante a getto di inchiostro, in quanto le sole carte a trasferimento termico possono far ottenere risultati mediocri.
Le carte a trasferimento termico sono composte di due strati, uno, detto di supporto per un trattamento superficiale, ed un altro, detto assorbente, in quanto ha la capacità di assorbire l’inchiostro della stampante ink-jet e nello stesso tempo di fondere a temperature relativamente elevate, che si aggirano tra 140 e 180°C.
Per cosa si usano questi macchinari?
Per darvi una risposta plausibile, vi facciamo immediatamente un esempio che capirete subito: la maglietta stampata con un’immagine che avete scelto, e che volete che venga personalizzata attraverso la stampa dell’immagine.
Generalmente, il processo avviene così.
Prima di tutto si stampa l’immagine prescelta sulla carta; questa immagine, poi, viene stampata su un tessuto che deve rispondere ad alcune necessità, ovvero deve essere un tessuto a trama fine, come ad esempio una magliettina, un fazzolettino, un top, una t-shirt. La carta viene appoggiata sul tessuto con la parte stampata direttamente a contatto con il tessuto, ed a quel punto, per rendere ancora migliore il processo, si può appoggiare su di essi un supporto, come ad esempio un panno di cotone. Questa cosa non è obbligatoria, ma sicuramente il risultato finale sarà di gran lunga migliore rispetto al risultato ottenuto senza che venga applicato questo ulteriore processo.
A quel punto, raggiungere il risultato è piuttosto semplice: basta appoggiare il tessuto su un tavolo, o comunque una superficie piana, e stirare in modo energico e deciso il tessuto, fino ad ottenere il trasferimento termico: ovviamente, per ottenere questo tipo di risultati, è necessario che il termostato del ferro da stiro sia posizionato sul punto massimo della temperatura, che la carta sia stata posizionata esattamente sul punto del tessuto che vogliamo stampare, e che il panno di cotone sia ben fermo sul tessuto, onde evitare sbavature o comunque immagini non ottenute nel modo in cui si sperava.
Certo è che questo processo di trasferimento termico, può comunque rappresentare dei limiti, sia di tipo estetico, che di tipo funzionale. Dal punto di vista estetico, soprattutto se la stiratura non è stata eseguita in maniera precisa, ci potrebbero essere delle sbavature ed inoltre il supporto di carta plastica su cui è stata stampata l’immagine per essere trasferita sul tessuto potrebbe vedersi, rendendo poco piacevole l’aspetto della maglietta. Inoltre, vi sono dei limiti pratici e funzionali dovuti al fatto che, data la delicatezza della pellicola che è stata stampata sulla maglietta, è possibile che molto presto la stampa si rovini, perda il colore, e addirittura si stacchi dal tessuto.

Occorre, pertanto, prendere alcuni provvedimenti di prevenzione, ovvero:
• Non lavare in lavatrice questo tipo di tessuti stampati, perché ciò comporterebbe, nel giro di pochissimi lavaggi, la perdita del colore e della pellicola, oltre al fatto che molte parti di colore potrebbero macchiare la maglietta in diversi punti. Molto meglio, invece, lavare a mano la maglietta in maniera delicata, e con acqua fredda.
• Non stirare la maglietta nel punto in cui è stata stampata: ciò infatti porterebbe ad un nuovo surriscaldamento del colore, che si scioglierebbe e si attaccherebbe al ferro da stiro, staccandosi quindi dal tessuto.
I risultati di questo prodotto, come è ben evidente, saranno non del tutto piacevoli, sia esteticamente, sia a livello qualitativo. Ecco perché è molto importante affidarsi ad una strumentazione professionale che, appunto, ci aiuti ad ottenere dei risultati migliori, e che non comporteranno i limiti dovuti al normale processo di trasferimento del colore su supporti di tessuto.
Molto meglio, quindi, usare una stampante a sublimazione, di cui presto vedremo il funzionamento!